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Secondo le credenze popolari “i morti mangiano”. Religioni e culture antiche, ma anche rivisitazioni un po’ più new age sono convinte del fatto che uno dei modi migliori per onorare i defunti sia offrire loro del cibo: del resto offrire cibo ai morti è una delle pratiche più antiche del mondo.

Nell’antica Roma, ma anche tra Etruschi e Greci, esisteva una prassi comune per quel che riguarda l’offerta di cibo ai morti, tant’è che a coloro i quali erano passati a miglior vita si usavano dedicare attenzioni e rituali ben specifici. Ad esempio durante il mese di Maggio che coincideva con le feste funebri romane, il capofamiglia era solito collocarsi al centro della stanza comune e lanciare dietro di sé, per ben nove volte, un pugno di fagioli neri: questo rituale si credeva fosse in grado di congedare gli spiriti che in prossimità delle feste erano tornati presenti tra i vivi. Dopodichè a Febbraio si celebravano i Manes, ovvero gli spiriti dei defunti, con un’offerta che solitamente consisteva in un ricco banchetto di cibo tra grano, olio, vino, latte, miele, sale e sangue di vitelli e maiali a cui seguiva un banchetto dei parenti proprio sulle tombe dei loro cari.

E più o meno lo stesso rituale lo si ripeteva in occasione del giorno chiamato Feralia, ovvero l’ultimo giorno di festa dei Parentalia, in cui tutta la famiglia si riuniva nelle tombe dei defunti per organizzarvi un autentico picnic per accertarsi che i dipartiti stessero sereni con la compagnia dei loro conoscenti; mangiare accanti ai morti di famiglia era anche una pratica ritenuta in grado di debellare la morte (il cibo nello stomaco era considerato come una sorta di “allontanamento” della morte).

Insomma, preparare cibi con amore e cura e banchettare accanto le tombe dei morti veniva visto come un gesto molto importante per il dipartito, ossia dargli modo di credere che fosse ancora benvoluto in famiglia e considerato come ancora vivo dai suoi cari. La tradizione dell’organizzare banchetti a tutti gli invitati dopo un funerale, che è realtà comune nel Nord Europa e prassi consolidata in America, proviene proprio da questa antica tradizione.

Cibo e morti: il melograno nella tradizione Mediterranea

Per quel che riguarda le tradizioni nostrane, il cibo che si era soliti offrire ai morti era in genere costituito da fave, fagioli e da tutta la verdura a baccello. In Grecia il simbolo di questa usanza era il melograno per una serie di diverse ragioni: il melograno è il frutto che se tagliato trasversalmente crea una sorta di stella formata dai semi, stella che tra l’altro è simbolo del pentagramma che a sua volta è un elemento molto importante nella spiritualità; ma il melograno è presente anche nel mito di Persefone e nel mito arcaico di Cybele, mentre alcuni studi affermano che fosse addirittura quesot il frutto proibito dell’Eden cristiano! Per questo motivo nel Mediterraneo, ed in particolar modo in Grecia, è usanza comune appendere melograni sulla porta di casa per augurare un buon domani agli spiriti buoni e per allontanare quelli maligni.

Hungry Ghosts: il dar da mangiare ai morti secondo l’Oriente

In Oriente esiste l’Hungry Ghosts Festival, ossia la festa degli spiriti affamati. Per un mese tutti i quartieri delle aree coinvolte dalla tradizione dell’Hungry Ghosts, allestiscono degli altari pubblici in diversi angoli della città con tanto di candele, incensi, amuleti, oggetti di carta, vestiti, e oggetti vari che dovranno poi essere bruciati nei bidoni. Si tratta di una tradizione comune che lega tanto il buddhismo quanto l’induismo, e che affonda le sue radici in una credenza di fondo: dare del cibo a chi è trapassato funge come una sorta di esorcismo della morte, perchè dar da mangiare a chi non c’è più equivale a farlo sentire ancora non del tutto morto.

E poi Halloween e il mito della Soul Cake tipica del Nord Europa. Insomma, tutte le culture popolari, anche quelle più diverse tra loro, bene o male concordano sul fatto che offrire del cibo ai morti equivalga a ricordarli nel migliore dei modi, permetta loro di sentirsi ancora parte della vita terrena e li aiuti a farli sentire bene e amati dai cari che sono in vita.

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