ateismo

A seconda del Paese, della cultura e dell’etnia alle quali si fa riferimento è inevitabile entrare in contatto con un Dio cucito su misura: il totem africano, il Gesù ebreo, il Maometto islamico, il tiki polinesiano, il Krishna indiano e così via sono parte integrante delle culture di ieri e dei culti che ancora oggi tengono botta nelle varie parti del mondo. Ma per quanto diversi nella forma e contraddistinti sotto alcuni punti di vista, alla fin fine la sostanza a cui si affida in mano la propria fede è sempre e soltanto quella: confidare nell’esistenza di un Dio molto simile all’uomo nelle fattezze e nei comportamenti.

Perchè è facile attribuire l’origine del mondo a qualcuno anzichè a qualcosa, a maggior ragione se parliamo di un’entità che tutto può, che tutto vede e che tutto sa: perchè mai rispolverare la fisica, indagare nelle profonde dinamiche che regolano l’Universo e magari lasciare in sospeso per parecchi anni delle domande cruciali se la risposta a tutto quanto ciò può venir data da un Dio?

A detta dei filosofi laici e più in generale del campo degli atei-agnostici, il credente di ieri così come quello di oggi non tiene particolarmente alla ricerca né è affascinato dalla scoperta: proprio come l’uomo del  maestro Nasruddin, anche chi crede, spesso e volentieri, finisce col cercare la chiave di casa che non trova più sotto la luce del lampione perchè è lì che è più facile trovarla. Ma naturalmente, quella chiave non la trova né la troverà mai perchè sotto il lampione non c’è un bel niente.

E allora quali risposte possiamo darci se secondo gli atei l’ipotesi di Dio è da scartare a priori? Una risposta a dir poco cruciale, completa e incredibilmente precisa ci arriva dritta dritta da Margherita Hack, astrofisica e scienziata di fama mondiale, nonché atea convinta, che in un suo libro afferma: “Un universo infinito sia nel tempo che nello spazio deve partire dall’esistenza dell’Energia, entità che creerebbe particelle elementari dalle quali nasce tutto quanto il resto, dalle stelle alle forme di vita che conosciamo sul nostro Pianeta”.

Secondo la Hack tutte le divisioni tra non credenti e credenti si risolverebbero semplicemente se si capisse che, tutto il sistema-religioni si basa nient’altro che sulla parola Dio sostituita alla parola Energia. Solo che gli atei, a differenza dei fedeli, non attribuiscono a questa Energia “le prerogative che attribuiscono a Dio le varie religioni”.

L’energia degli atei non ha alcunchè di divino semplicemente perchè è parte della realtà che ci circonda, essendo del resto “un’energia che spiega tutto ciò che esiste, un’energia che può assumere caratteristiche di particelle elementari le quali farebbero propria la particolarità di aggregarsi in forme sempre più complesse fino a definire gli esseri viventi, dai più semplici ai più complicati quali siamo noi, esattamente come dimostra la teoria darwiniana dell’evoluzione”.

Secondo Margherita Hack, quindi, ciò che l’umanità va cercando potrebbe pure non esistere ed essere nient’altro che una necessità di darsi risposte mediante creature senzienti: “Per quanto possiamo provare a ipotizzare, all’origine di tutto ci sono casuali, imprevedibili fluttuazioni di questa misteriosa entità che è l’enegia, che quindi assume le funzioni di un dio creatore anche se a differenza di dio l’energia è qualcosa di dimostrabile, di tangibile, di misurabile. E da questa energia scaturirebbero anche esseri viventi come noi, capaci di riflettere su se stessi e su tutto quanto ciò li circonda”.

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