cimitero islamico

Oggi giorno ci ritroviamo a vivere in una società sempre più multietnica e multiculturale, e questo nuovo modello di società, piaccia o meno, sta portando alla luce alcune questioni che fino a non molti anni fa non ci si poneva ancora. Un tema che sta cominciando a venir fuori in Italia riguarda per esempio la sepoltura, o meglio, il diritto spesso negato a chi pratica una religione che non sia il cristianesimo di venire sepolto secondo i propri precetti.

Al giorno d’oggi, per un migrante, vivere e morire in un paese diverso dal suo, ed in particolare in Italia, non è mica cosa facile. Il fatto è che spesso e volentieri gli italiani si dimenticano che gli stranieri che muoiono qui sono magari quelli che hanno lavorato al loro fianco, che hanno contribuito all’economia del paese, che hanno avuto figli che hanno stretto amicizie con i figli degli italiani stessi, e così via. Ma se ci si pensa un attimo, la questione sepoltura non riguarda neppure i soli stranieri, perché in un mondo globalizzato, aperto, senza più barriere, è altamente probabile che anche un italiano possa decidere di praticare un’altra religione che non sia quella cristiano-cattolica, o magari di non praticare proprio alcun tipo di culto.

Insomma, il diritto alla sepoltura è un tema che prima o poi dovrà essere affrontato, anche perché arriveremo ad un punto in cui non riusciremo più ad ignorare la cosa: gli stranieri che vengono a vivere in Italia, dati in costante aumento, nonché una maggior secolarizzazione della popolazione italiana, ci porteranno a fare i conti con questa questione. Allo stato attuale, in Italia, risiedono almeno 2.520.000 musulmani, che rappresentano il 4% della popolazione residente in Italia; di questi, il 43% ha regolare cittadinanza italiana. E nonostante i numeri siano alti, alla fine i cimiteri islamici effettivamente riconosciuti sono soltanto una ventina su tutto il territorio nazionale (questo il dato nelle mani dell’Unione Comunità Islamiche Italiane, UCOII).

Nello specifico caso dei musulmani, non si capisce come mai l’Italia non riesca ancora oggi ad attrezzarsi con cimiteri mirati visto che la popolazione islamica è sempre più presente nel nostro paese. E l’interrogativo diventa ancor più pressante se si tiene conto del fatto che la tradizione coranica non prevede neppure chissà quali infrastrutture per dar vita ai suoi cimiteri: ai musulmani sarebbe sufficiente dedicare qualche appezzamento di terra sopra il quale far nascere il loro cimitero, perché nell’Islam la sepoltura non consiste in altro che nell’adagiare la salma sotto terra, con la testa rivolta verso la Mecca. Né più né meno: non ci sono chissà quali infrastrutture né chissà quali esigenze di cui tener conto.

Su questo tema ci sta comunque lavorando Giovanni D’Agata de lo “Sportello dei Diritti”. D’Agata, così come molti altri attivisti, sta premendo affinché alcune località italiane comincino a dedicare uno spazio dedicato ai cimiteri islamici.

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