ora di religione

Da anni si discute di ora di religione dell’opportunità di rivederla. In quello che dovrebbe essere uno Stato laico, infatti, perdura ancora oggi una situazione alquanto contraddittoria, cioè l’ora di religione nelle scuole che viene venduta come un’ora di approfondimento delle religioni proposta da un punto di vista laico, ma che in realtà, nella buona parte dei casi, è nient’altro che pura catechesi. Alcuni istituti, però, seppur in assoluta autonomia, stanno cercando di portare avanti progetti diversi dal solito. E’ un po’ quanto sta accadendo a Bologna, presso l’Istituto Comprensivo 11, cioè il plesso scolastico dentro il quale sono ospitate le scuole elementari Don Minzoni e le scuole medie Saffi.

Ebbene, in questa scuola si è dato il via ad un progetto noto come “Convivialità delle differenze”, che altro non è che una sorta di “ora delle religioni”. Parliamo di un progetto multidisciplinare che si focalizza fondamentalmente sul dialogo interreligioso e interculturale per favorire la socializzazione, la tolleranza, l’accettazione e la conoscenza.

A tenere quest’ora di lezione sono due docenti, uno dei quali è quello deputato all’insegnamento della religione cattolica, mentre il secondo è colui che di fatto garantisce l’alternativa ai ragazzi che non fanno religione. Questi due docenti hanno unito i loro corsi, e quindi i loro alunni, nell’ambito di un progetto che mira ad accentuare il dialogo e il confronto tra culture diverse. I ragazzini che fanno religione cattolica possono così confrontarsi con atei, musulmani, buddisti e quant’altro, e ovviamente viceversa.

Un’iniziativa che piace a molti, ma che lungo il suo percorso ha comunque trovato l’ostacolo di alcuni che in tutto ciò hanno visto una tendenza alla laicizzazione della scuola e allo snaturamento delle radici cristiane dell’Italia. Ma la cosa curiosa è che l’ostacolo più grosso non è neppure stato messo dai cattolici integralisti, quanto proprio dagli atei: una famiglia laica ha accusato il docente di religione cattolica di non avere competenze per insegnare le altre religioni ai ragazzi, pertanto ha sporto una diffida in nome della “violazione della laicità della scuola pubblica”.

Don Paolo Marabini, direttore dell’Ufficio per l’insegnamento della religione cattolica presso la Diocesi di Bologna, ha risposto: “L’ora delle religioni non esiste né a Bologna e tanto meno altrove. Il progetto che è nato in quell’istituto, in realtà, non vuole insegnare ai ragazzi le altre religioni, ma semplicemente invitare al dialogo fra le diverse culture e religioni, ed è solo questo che si sta cercando di trasmettere. E in tutto ciò il docente di religione è preparato, in quanto nella formazione dei docenti di religione sono previsti dei moduli specifici proprio sul tema del dialogo”.

La preside reggente, Filomena Massaro, ha spiegato che quella introdotta nel suo istituto è “un’attività che non mette in alcun modo in discussione la laicità della scuola pubblica”. “Questo progetto – ha aggiunto – vuol soltanto insegnare come le differenze religiose e culturali non siano un ostacolo per la convivenza pacifica. La diffida non l’ho ancora ricevuta però devo dire che non ne capisco le motivazioni”.

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