con
Bernardo Cervellera e
Tommaso Sediari
condotto da
Stefania Parisi
“La Cina è un paese che sta conoscendo un grandissimo sviluppo economico e industriale. A Pecchino e Shangai ci sono grattaceli fantasmagorici, l’agenzia spaziale ha pronte astronavi che tra pochi anni arriveranno sulla luna. Eppure, accanto a questo sviluppo economico nelle grandi città, nelle campagne c’è una situazione persino peggiore rispetto a quella precedente alla rivoluzione di Mao”.
Si è aperta con una conferenza di Bernardo Cervellera, direttore di Asianews, la seconda giornata del Terni filmfestival popoli e religioni, kermesse ideata dal vescovo di Terni Vincenzo Paglia e organizzata dall’Istess, l’istituto culturale della diocesi, con il sostegno del Comune di Terni e del Ministero della cultura.
Ad affiancare Cervellera nell’incontro – che questa mattina alla Facoltà di Economia del Polo universitario di Terni ha aperto il focus dedicato alla Cina destinato a proseguire fino a domenica con proiezioni, dibattiti e spettacoli - Tommaso Sediari, docente dell’Università di Perugia e Stefania Parisi, direttore dell’Istess. Incontro che è stato seguito dalla proiezione di “Still life”, vincitore del Leone d’oro al festival di Venezia.
La situazione descritta da Cervellera, che ha appena pubblicato il volume “Missione Cina”, è quella di una vera e propria apartheid, che divide il popolo delle campagne dai cittadini.
“Lo sviluppo economico che ha reso la Cina un gigante, è avvenuto a spese della campagna. Il 60% dei cinesi vive, in campagna, eppure l’80% delle risorse vengono investite nelle città. Così si sono create delle vere e proprie caste: da una parte i cittadini miliardari, dall’altra la maggior parte della popolazione, che vive con meno di un euro al giorno”.
La divisione è aggravata dalla legge, che obbliga i cittadini
A vivere nel territorio di residenza: “La gente migra nelle città, ma si ritrova in una situazione di illegalità e diventa facilmente preda degli sfruttatori”. Il risultato è la manodopera a basso costo che permette agli imprenditori di arricchirsi.
“Conosco imprenditori italiani che pagano i propri operai 25 euro al mese. Un'altra legge costringe gli agricoltori a vendere i propri prodotti nel territorio di origine, bloccando così il mercato. Il risultato è un paese che si pone ormai in un rapporto alla pari con gli altri grandi paesi del mondo, ma che lo fa a spese di gran parte della
sua popolazione”.
“La corruzione è all’ordine del giorno, ed è la causa della maggior parte dei drammi vissuti in tempi recenti dal paese e degli scandali sui prodotti contraffatti”.
Basti pensare ai dentifrici che hanno portato alla morte diverse persone a Panama, prodotti da aziende farmaceutiche cinesi che avevano ottenuto la licenza grazie ad una mazzetta al Ministro della Sanità.
“Quel ministro corrotto è stato condannato a morte. Ma il ministro che l’ha sostituito, dopo un anno, ha iniziato a prendere il 10% di bustarella per concedere le licenze”.
D’altra parte, aggiunge Cervellera, solo l’1% dei criminali processati arriva alla condanna, perché anche il sistema giudiziario si muove seguendo le logiche del partito.
“Se volete capire quanto vale la vita di un migrante in Cina, pensate allo scandalo del latte inquinato: il sindaco per chiudere gli occhi aveva preso una mazzetta di mille euro. Il risultato è stato la morte di 54000 bambini. Fate la divisione e vedrete quanto vale la vita di un bambino”.
Il sistema oligarchico riguarda anche la sanità: “Solo i ricchi possono permettersi l’ospedale. La maggior parte dei contadini muore senza aver mai conosciuto un medico. So di persone arrivate in ospedale con un infarto e bloccate al pronto soccorso perché non potevano pagare”.
Non c’è da stupirsi,allora, se ogni giorno in Cina ci sono almeno 300 rivolte. “La gente è esasperata: in questi giorni ci sono stati interi villaggi che hanno attaccato pattuglie della polizia”. Questa è la Cina che non si vede, e non si vede anche perché “durante le olimpiadi il regime ha costruito dei muri bianchi che isolavano e nascondevano le baraccopoli”. Nel frattempo, si stanno affermando sempre di più le religioni, soprattutto quella cristiana.
“Dopo 60 anni di comunismo e 30 di modernizzazione, ovvero di materialismo pratico, nel popolo c’è sempre più sete di valori spirituali. E il cristianesimo si va affermando in modo particolare perché è una religione storica, moderna, che garantisce la dignità della persona. Il governo la ostacola perché teme che si leghi ad una militanza politica”.