GRAN FINALE CON FRANCESCO SALVI, IL FOCUS AFRICA E FRATE SOLE
Domenica 15 novembre 2009
“Mi sento il vescovo più orgoglioso del mondo per essere riuscito a parlare dei mali dell’Africa in una città piccola come quella di Terni”. Sono queste le parole che monsignor Vincenzo Paglia ha espresso nell’ultima giornata dell’Umbria International Film Fest “Popoli e religioni” in merito “alla grande sfida del nostro tempo, quella che ci vede impegnati – continua il vescovo - ad abbattere muri di intolleranza verso lo straniero e a tendere una mano al più debole”.
Anche don Riccardo Mensuali e Maria Grazia Proietti della Comunità di Sant’Egidio, domenica pomeriggio, hanno portato sul palco la propria testimonianza. “Non serve essere persone speciali – hanno detto – per aiutare il prossimo o vivere per l’integrazione delle genti di un paese. L’importante è non rassegnarsi di fronte alle ingiustizie ma imparare ad avere coraggio”.
Il progetto Dream che la Comunità di Sant’Egidio sta portando avanti da anni a favore delle donne sieropositive e dei loro bambini sta avendo grandi risultati. “Sono 8600 i bambini nati sani dalle mamme malate – hanno spiegato i volontari – e questo è soltanto l’inizio”.
Momento clou della giornata la performance live che ha visto protagonista Francesco Salvi e alcuni bambini della comunità africana di Terni che hanno raccontato la storia di Yaguine e Fodè, i due bambini guineiani che il 28 luglio del 1999 si nascosero nel carrello di un airbus 300, diretto a Bruxelles, per portare ai governatori d’Europa una lettera con cui volevano far conoscere ai potenti tutti i drammi dell’Africa. I ragazzi non riuscirono ad arrivare vivi a destinazione, la loro lettera sì.
Letta nel corso delle giornate del festival, da Maria Grazia Cucinotta, Paco Reconti, Paolo Baiocco e Fabio Bussotti, la lettera rappresenta un vero e proprio manifesto per l’edizione 2009 del festival, ed è legata ad alcuni importanti progetti di cooperazione internazionale che verranno presentati nel corso della giornata.
Il regista Paolo Bianchini ha deciso di raccontare in un film la storia dei tanti bambini portati in Italia, dopo lunghi viaggi dall’Africa, con la prospettiva di far diventare loro grandi calciatori ma che poi risultano essere miseramente abbandonati. Salvi ha interpretato insieme ai due ragazzi una delle scene del film arricchendo la sceneggiatura di Paolo Bianchini e Paola Rota con gustosi momenti di improvvisazione.
Il comico lanciato dal Drive in, impegnato in questi giorni sul set di "Preferisco il paradiso" (fiction su San Filippo Neri interpretata da Gigi Proietti e che vede, nel cast, anche l'attore ternano Raffaele Proietti) Salvi ha inoltre aperto il suo intervento con un lungo ed esilarante monologo incentrato sui rapporti tra Africa e Occidente.
Grande protagonista della giornata anche la comunità africana di Terni che si è riunita al Cityplex assieme alle associazioni Benno e Namastè per far conoscere agli spettatori del festival colori, sapori, canti e musiche africane. A portare il suo contributo anche il giocoliere Stefano Maria Crocelli che ha raccontato la sua esperienza di missionario in Uganda.
A chiudere il festival una “notte francescana” che ha avuto inizio alle 20,30 con il documentario “San Francesco e frate Bernardo, il primo compagno”, per la regia di Fabrizio Benincampi. Alle 21,30 un film del 1918, il primo in assoluto dedicato alla figura di san Francesco girato durante la prima guerra mondiale, “Frate Sole”.
Le proiezioni sono state accompagnate da un incontro che ha visto protagonisti lo stesso vescovo Paglia e tre attori “francescani”: Francesco Salvi, Francesco in “Il giorno, la notte. Poi l’alba” di Paolo Bianchini, Paco Reconti in “Francesco” di Liliana Cavani e il protagonista del film "Bernardo di Quintavalle", anch'egli nel cast di Francesco. Al termine della serata il vescovo Paglia ha lanciato la proposta di un documentario dedicato ai cinque protomartiri francescani, tutti originari dell'attuale diocesi di Terni Narni Amelia.
Le foto di Leire
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