PROFETI DEL NOVECENTO - YAGUINE E FODE'
di Nicoletta Daminato

Questa è una storia eccezionale, un po’ fuori dal comune: non inizia dal principio, ma dalla fine. È la storia di due ragazzi coraggiosi che diedero la loro vita per portare la lettera che avevano scritto “alle loro eccellenze i signori membri e responsabili di Europa”.
Le circostanze della loro morte sono facilmente rintracciabili: come sono morti, cosa indossavano e quando sono partiti. Sulla loro vita prima di questo evento e sui loro propositi, invece possiamo solo fare delle supposizioni.
Da dove è nata l’idea di scrivere questa lettera ai governanti d’Europa?
I ragazzi della scuola della pace del quartiere Capo di Palermo hanno prodotto un video in cui raccontano come secondo loro era andata la vicenda di questi due bambini guineani coraggiosi: “C’era un piccolo villaggio chiamato Conakry, in una piccola regione dell’Africa, la Guinea. In mezzo a questo villaggio c’era un pozzo di mille colori e in una di queste case vivevano due bambini, Yaguine e Fodè, molto amici. Condividevano tutto anche la scuola, nella loro troppo piccola classeper tanti bambini. Un giorno Yauguine disse alla classe “il giorno che me ne andrò in Francia vi aiuterò tutti a studiare”. In classe c’era un libro di geografia e i bambini ammiravano e apprezzavano le scuole di tutta Europa. Una sera davanti al fuoco ripensando al libro, ai due bambini venne in mente di scrivere la lettera”.
Non sappiamo se sia andata proprio così. Nessuno sapeva del loro progetto. Un loro compagno di scuola, nel documentario realizzato da Paolo Bianchini per Rainews 24, racconta: “Un giorno usciti da scuola ho visto Yaguine con un vocabolario, chiamare Fodè per andare al mare; dopo quel giorno lo hanno rifatto spesso. Pensavo che Yaguine dovesse aiutare Fodè a studiare”.
Lo stesso padre di Yaguine era all’oscuro del loro progetto, nello stesso documentario, afferma: “Lui non mi aveva detto niente del progetto. Ogni tanto mi chiedeva cosa bisognava fare per diventare piloti”.
Ma qual’era il loro scopo? Secondo un loro amico “Yaguine aveva deciso di partire per l’Europa perchè il padre era povero, ma voleva anche aiutare i ragazzi guineani e tutti gli africani”.
La Guinea è come “Un povero seduto sulla miniera d’oro”: ricco di tesori nel sottosuolo, ma la gente vive in miseria. Negli ultimi cinquanta anni ha subito due dittature, e nel 2008 la presa di potere da parte dell’esercito.
I problemi da risolvere sono molti, tra cui la corruzione e il narcotraffico. Anche l’educazione non ha il ruolo che dovrebbe avere, mentre i giovani sono desiderosi di studiare: la sera si radunano alla luce dei lampioni nel parcheggio dell’aeroporto per poter studiare, non avendo luce nella maggioranza del paese.
“In questo paese - afferma un giovane studente guineano - non ci sono molte scelte per i giovani; non ci sono le condizioni favorevoli per studiare. Per cambiare la nostra condizione c’è bisogno della Conoscenza. Lo studio è un bisogno che sentono forte tutti i nostri fratelli africani”.
La richiesta dei ragazzi di oggi è la stessa fatta dieci anni fa da due giovani coraggiosi eroi, che il 28 luglio salirono nel vano del carrello di un aereo di linea diretto a Bruxelles: “Noi vogliamo studiare, e noi vi chiediamo di aiutarci a studiare”.
“Perché non usate i soldi degli armamenti per far studiare i nostri giovani?”
“Ho partecipato ad una conferenza in Mali sull’immigrazione clandestina e mi hanno invitato perchè sapevano della lettera di Yaguine e Fodè.
Un immigrante marocchino che è stato un clandestino ha detto: “Siccome in Africa non abbiamo niente, anche se l’Europa costruirà un muro alto fino al cielo noi lo scavalcheremo per passare di là. Ma se noi potessimo lavorare per vivere qui, anche se l’Europa fosse distante un solo chilometro, noi resteremmo nel nostro paese”.
“Quello che era scritto nella lettera di Yaguine e Fodè e che volevano esprimere: Noi vorremmo, ma non possiamo.
Per questo voi che dirigete il mondo aiutate l’Africa, ma non solo l’Africa, aiutate tutti i paesi dove c’è miseria. Sappiate che dove c’è la guerra, dove la gente soffre le prime vittime sono i bambini. Quello che non accetto e non capisco è perchè quello che investite nella costruzione di armi non lo mettete a disposizione dei giovani del mondo che soffrono perchè possano studiare. Studiare sempre!”
(dal documentario realizzato da Paolo Bianchini per Rainews 24)
|