FESTIVAL | TERNI | CINEMA e RELIGIONE | blucinema | contatti | crediti |  
terni | cinema a terni | papigno | roberto benigni | umbria film commission | cinema e lavoro |

INTERVISTA A STEFANO CHIANTINI

Autore di "Forse sì, forse no"

 
Nato ad Avezzano nel 1974,  Stefano Chiantini è si è trasferito a Roma per studiare Lettere; qui ha seguito un corso di montaggio e regia della Regione che gli ha permesso poi  di lavorare come aiuto regista, in opere come Incantesimo napoletano e Passaggio al sud e di girare tre cortometraggi in pellicola che hanno rappresentato la premessa per il suo primo lungometraggio, prodotto dal ternano Gianni Frezza. “In effetti anche Forse sì, forse no nasce come corto - spiega Chiantini - poi un produttore lo ha visto e ha deciso di farne un film. Così ho riscritto la sceneggiatura e smontato e rimontato il corto aggiungendo nuove scene”.

Da cosa nasce l’idea di Forse sì forse no?

“E’ una storia molto auotobiografica: quella di tre giovani che vivono insieme, ingannando il tempo con giochi futili nell’attesa che qualcosa  succeda”.

Cosa aspettano?

“C’è chi aspetta di laurearsi, chi aspetta di trovare lavoro, un altro di coronare il sogno di diventare attore. Un’attesa vissuta, però, nella totale inerzia.  La cosa singolare, tra l’altro, è che la storia di uno dei personaggi si è avverata: Nicola Siri, che nel film diventa una star di telenovele, ora lavora davvero in Brasile”.

Pensi che quest’inerzia appartenga a questa generazione o sia dovuta alla mancanza di opportunità di lavoro per i giovani?

“Entrambe le cose. E’ vero che si cerca di ritardare il passaggio all’età adulta. Ma è vero anche che viviamo in una società che non offre opportunità. A cosa serve l’università, ad esempio, a parte la cultura personale? Per anni studi, spendi tempo e soldi, e poi ti ritrovi con in mano niente”.

Come regista quali sono i tuoi modelli?

“Il mio film è stato paragonato a Ecce bombo, e in effetti mi piace molto il cinema di Nanni Moretti, così come Bergman e Woody Allen. In generale, però, devo dire che risento molto più di modelli teatrali. Il mio è un cinema che fa riferimento alla letteratura, molto parlato; mi ispiro ad autori come Beckett. E le mie inquadrature sono molto statiche, non mi piace il montaggio veloce che va di moda oggi”.

Arnaldo Casali

  Download Stampa
terni
-- archivio
UNA NOTTE SUL SET
Interviste a Gisella Sofio e Fanny La Monica
ALICE
INTERVISTA A CAMILLA FERRANTI
CAST DI STELLE PER ALICE
di Arnaldo Casali
Intervista a Neri Marcorè
di Arnaldo Casali
Figlia d'arte, ma non troppo
di Arnaldo Casali
LEZIONI DI CIOCCOLATO
di Arnaldo Casali

 
© FilmFestivalPopoliEReligioni | FESTIVAL | TERNI | CINEMA e RELIGIONE | blucinema | contatti | crediti